Lavori da tempo come artigiano e vorresti incrementare il tuo business?

Oggi la soluzione più semplice per vendere prodotti artigianali è aprire un negozio online!

In Rete puoi trovare facilmente nuovi clienti, fare pubblicità ai tuoi articoli a costo zero, o comunque con una spesa davvero minima, ed espandere la tua attività come meglio preferisci. Pensa: sul web non esistono confini, per cui puoi proporre le tue creazioni al di fuori della tua città e persino all’estero.

Rimane, però, una questione da risolvere: una volta creato il tuo sito, come dovrai comportarti per non incorrere in problemi con il fisco? Vediamo, quindi, in che modo regolarizzare la vendita online di oggetti artigianali.

Hai già la Partita IVA da artigiano?

Se hai già aperto Partita IVA come artigiano, non dovrai compiere ulteriori passaggi per poter vendere in Rete le tue creazioni. Difatti, come chiarisce l’Art. 4, comma 2, lettera F del D.Lgs n.114 del 1998, gli artigiani regolarmente iscritti all’Albo sono esonerati dalla presentazione della SCIA e dall’aggiunta di un secondo Codice ATECO relativo al commercio elettronico.

Attenzione, però: la norma in questione si riferisce solamente agli artigiani che si avvalgono del proprio sito per effettuare le vendite. Pertanto, per usufruire di questa agevolazione, non potrai appoggiarti a piattaforme terze,

Posso vendere online senza P. IVA?

In molti si chiedono se sia consentito vendere online gioielli, capi di abbigliamento, accessori moda ed altri articoli fatti a mano, pur non essendo titolari di Partita IVA e, quindi, senza emettere regolare fattura.

Ebbene, ciò è possibile soltanto se si tratta di vendite occasionali, ovvero se l’attività non ha una continuità temporale e i profitti sono limitati.

Tuttavia, nel momento in cui decidi di creare un portale dedicato o di iscriverti ad un marketplace come Amazon, Etsy e simili, viene meno il requisito di “occasionalità”. Per di più, finché non attivi la tua Partita IVA, non ti è permesso alcun tipo di promozione o pubblicità, né online né offline.

Tasse e contributi per e-commerce

Se l’idea di metterti in proprio e attivare la Partita IVA ti spaventa, in quanto temi di non riuscire a pagare le tasse e i contributi, ecco alcune informazioni che ti aiuteranno a chiarire ogni dubbio e procedere in modo consapevole.

  • A quanto ammontano le imposte? → Se la totalità dei ricavi e compensi incassati durante l’anno non supera il limite di 65.000 €, puoi scegliere un regime fiscale – ossia il forfettario – molto conveniente a livello di costi. Tieni presente che, per i forfettari, le imposte corrispondono al 5% (con l’aliquota start-up, che dura per i primi cinque anni e si applica solo in certi casi) o al 15% del reddito imponibile (ovvero una fetta del fatturato, che solitamente è pari al 67%, meno i contributi versati nello stesso anno d’imposta).
  • A quanto ammontano i contributi? → Con un reddito inferiore a 15.953 €, artigiani e commercianti versano solo un contributo fisso pari a 3.830-3.850 €, ridotto a 3.570-3.590 € per gli under 21. Se il reddito è superiore a 15.953 €, invece, è previsto un contributo pari al 24% o al 24,09% (22,35% o 22,44% per gli under 21) della sola parte eccedente. Infine, coloro che adottano il regime forfettario possono richiedere all’INPS uno “sconto” del 35% su tutti i contributi (fissi e non).

 

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